Si riparte di qua.

mercoledì, 11 agosto 2010

loudIn questi ultimi giorni, saltellando tra l’accounting e l’amministrazione della società, ho maturato la convinzione che molte persone, professionisti compresi, fanno fatica a inquadrare quelle che sono le reali esigenze della propria azienda. Concetti come “rilancio” e “ri-posizionamento” sono carichi di significati e possiedono molteplici problematiche che spaziano in tutti gli ambiti aziendali. Nel nostro piccolo crediamo fermamente di aver decifrato questi termini e le loro applicazioni e in virtù di questo ripartiremo dal nostro essere Loud per rilanciare quello che abbiamo costruito fino ad ora.

Un vita nuova che avrà la sua luce nel 2011, anno che segnerà il nostro cambiamento, la nostra metamorfosi definitiva. Si lavorerà su tutto in modo da poter offrire uno stile, un modo di essere e sfruttare a pieno le nostre vere capacità. Ovviamente si partirà da qualcosa.

Da cosa? lo saprete presto…. molto presto.

MR.

Errori di Stile.

venerdì, 11 giugno 2010

Nell’ultima settimana una donna al giorno mi nomina questa top ten degli errori di stile indicandomi amici in canottiera e infradito, amiche con pantaloni harem e discutibilissimi stivaletti infradito dei quali davvero non me la sento di imparare il nome….
E’ pubblicata nella pagina “cronache” di corriere.it e la riporto senza tagli né aggiunte.

Da un sondaggio per soli uomini realizzato tramite MSN, la top ten degli errori femminili.
Pantaloni harem: oltre a nascondere all’occhio maschile le parti predilette del corpo femminile, ovvero lato B e gambe, questi pantaloni arabeggianti non piacciono perché sembrano un aiuto per incontinenti.
Tute: una delle cose più inutili mai create, che nella migliore delle ipotesi fa sembrare una donna un bimbo che muove i primi passi e nella peggiore «mia mamma negli anni Settanta», come ha scritto un uomo del sondaggio.
Ugg: i famosi stivali australiani in pelle di pecora che piacciono tanto alle celebrities si mettono con tutto, ma non c’è uomo che li apprezzi. «Sembra di vedere due conigli morti riempiti con dei piedi puzzolenti» è stato il non elegantissimo commento di un intervistato.
Cerchietti: le donne li trovano sexy e vagamente hippy, gli uomini pensano subito a Bjorn Borg o, se va bene, a Peaches Geldof. In ogni caso, da brividi.
Leggings: non è tanto l’oggetto in sé, quanto il contenuto. In altre parole, se non avete gambe perfette, meglio evitare.
Sandali da gladiatore: ci si mette una vita a chiuderli, lasciano degli inestetici segni sulle gambe e, non bastasse, gli uomini appena li vedono pensano subito a Russell Crowe.
Occhiali oversize: fanno sembrare una donna come se avesse qualcosa da nascondere ed evocano alla mente inquietanti immagini di mantidi religiose con fattezze umane.
Salopette: nascondono seno e vita, ovvero la quintessenza della femminilità. Quindi, a meno che non siate un meccanico, un contadino o un operaio, perché mai indossarle?
Smoking: una donna che si veste con un abito tradizionalmente maschile causa un mix di preoccupazione e confusione.
Frange: inutili e inconcepibili ovunque, fatto salvo su una giacca da cowboy, ma indossata da un vero cowboy.

Per gli uomini la classifica è stata stilata da cinque esperte: la stylist televisiva Nicky Hambleton-Jones, la responsabile del blog howtolookgood.com, Caryn Franklin, l’autrice Hannah Sandling, la topmodel Lisa Butcher e la redattrice di moda Claire Brayford, le quali sono state chiamate dal giornale inglese Daily Express a stabilire i 10 orrori (spesso abbinati) che gli uomini indossano con imbarazzante disinvoltura.
Costume e infradito: se hai un po’ di pancia e magari la schiena pelosa, l’effetto è spaventoso.
Costume e infradito: se hai un po’ di pancia e magari la schiena pelosa, l’effetto è spaventoso.
Calzino bianco e sandali: fanno subito inglese o tedesco in vacanza. La sola persona che si poteva permettere i calzini bianchi era Michael Jackson, anche perché li metteva con le scarpe.
Camicie hawaiane: colori sgargianti e stampe terribili: in altre parole, pugno in un occhio assicurato.

Canottiere e camicie a maniche corte: se il fisico è da urlo, l’effetto è comunque troppo “da duro”; in caso contrario è brutto e basta. Quanto alle camicie, meglio a maniche lunghe rimboccate.

Jeans a vita bassa: alterano le proporzioni del corpo e fanno sembrare le gambe corte, oltre a mostrare la biancheria intima che proprio sexy non è.

Gioielli in oro pesante: l’accoppiata medaglione e camicia aperta è da paura. I soli gioielli ammessi su un uomo sono orologio e fede.Colori pastello: l’effetto Miami Vice è garantito. E terribile.

Cappellini da baseball: è l’equivalente delle donne in tuta: ammessi solo se si fa sport.

Camicie alla Gordon Gekko: ovvero, base azzurra e collo e polsini bianchi a contrasto. Fanno tanto anni Ottanta e sono davvero poco originali.
Bermuda: starebbero male anche a David Beckham perché tutto quello che mostrano sono polpacci pelosi e caviglie grosse.

Qualcuno potrà anche sostenere che il gusto sul vestire è soggettivo.
Fatelo e io posterò delle foto.

GC.

Un giro nel design.

venerdì, 16 aprile 2010

Dopo il Vinitaly non diamo nessun segno di cedimento, perché la loud fa visita al Salone del Mobile Internazionale di Milano (a proposito…. grazie ai nostri clienti per l’invito). Novità rispetto all’anno scorso? Mah, nulla di particolare. Stand molto simili rispetto alla scorsa edizione, per alcuni ridimensionato, prodotti belli ma nulla di grandioso. Il Salone è in ogni caso un appuntamento grandioso. Sono molto contento soprattutto per la mia squadra di account che ha letteralmente morso le caviglie dei vari direttori marketing raccogliendo cenni inequivocabili di soddisfazione e cordialità. Ovviamente i cafoni esistono, d’altronde è pur sempre una fiera e nervosismo e tensione la fanno da padrona; dopotutto è in questi momenti che molti cercano di “piazzare” il fatturato dell’anno (almeno prepararlo).

Carpe Diem, per loro ma soprattutto per noi.

MR.

loud_account_salone_mobile_milano

Continua la crescita.

sabato, 10 aprile 2010

Mai stato un periodo così in tre anni e mezzo di vita dell’agenzia. Nei primi 3 mesi dell’anno 5 nuovi clienti si sono affidati a noi per importanti lavori e tutti di caratura nazionale (alcuni anche internazionale ma non diciamolo in giro). Si direbbe che alla fine il megafono tira, no? Eurospital, Cimolai, Colutta, Atap e Ltl per arricchire la nostra esperienza di nuove sfide. Ovviamente come sempre dobbiamo stare attenti a non tradire mai la fiducia che queste grandi realtà hanno riposto nei nostri confronti…. anche se a dire il vero non è mai successo eheheheh (mi si perdoni la risatina di soddisfazione per la nostra comprovata serietà).

Nel frattempo, dato che non ci facciamo mancare mai nulla, siamo stati invitati al vinitaly da alcuni nostri amici/clienti (ringrazio Fantinel, Colutta, Aquila del torre e Turismo FVG per questo) per goderci una giornata nel segno della degustazione. Devo dire che fare newbusiness in questo modo ti dà tanta soddisfazione al palato e al portfolio. Comunque, a parte gli scherzi, ho visto un gran lavoro fatto da colleghi per quello che riguarda lo stand del Friuli Venezia Giulia: veramente un bel concept, ideato e realizzato molto bene; è senza dubbio tra gli stand più belli presenti alla manifestazione in onore di Bacco.

Noi ci accontentiamo (si fa per dire) di aver curato la presentazione e il lancio del nuovo prodotto Colutta, ecofriendly.

Stiamo a vedere.

Torno al mio pinot.

MR.

Marzo pazzerello… ma la bora fa sul serio.

mercoledì, 10 marzo 2010

Svegliarsi la mattina con la bora non è molto semplice e credo che non lo sia anche per i triestini doc. In dieci anni che frequento Trieste non mi è mai capitato di assistere ad uno spettacolo del genere. Ho sempre “visto” la bora superare i 110 - 120 km/h… toh 160 al massimo; ma a cavallo tra ieri sera e questa mattina la velocità è arrivata a ridosso dei 200 km/h.

Di seguito i danni che ho potuto vedere lungo il percorso che va dalla mia abitazione all’ufficio.

Nell’ordine da in alto a sx:

Via Flavia, semaforo divelto (ce ne sono tantissimi sparsi per la città di completamente distrutti); piazza Vico, auto incendiata con asfalto fuso e palo della luce a terra; via Manna, calcinacci sul cristallo di un auto parcheggiata; piazza Goldoni, altro semaforo fuori uso.

Spero non ci siano state emergenze su persone.

Primaveraaaa dove sei????

MR.

2010? Ottimo inizio.

martedì, 2 marzo 2010

<<Non dite a mia mamma che faccio il pubblicitario…
lei mi crede pianista in un bordello… >>.

Jacques Séguéla.

Beh oggi sono ancora più fiero di essere pubblicitario, perché ho capito ancora una volta il vero valore del nostro prodotto.

Sono molto contento perché, in questa bella giornata primaverile, Loud ha siglato due partnership che rendono il nostro portfolio più ricco e importante: Atap Pordenone e Cimolai spa.

Con Atap, Loud continua a lavorare nell’ambito della comunicazione istituzionale attraverso un progetto di CS per la Carta Annuale di Mobilità; mentre per Cimolai si entra nel cuore dell’azienda, nel mondo dell’immagine coordinata e del below the line.

Presto i dettagli.

Detto tutto? Beh, il resto lo diremo più avanti, no?

To be continued…

MR.

Deformazione professionale…

sabato, 13 febbraio 2010

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Nell’ordine da sx a dx: calimero, bimba barilla, insuperabile, ciribiribì, vecchiarda ace, cane scottex, uomo del monte, omino bianco.

MR.

“Piccolo” errore di disattenzione.

lunedì, 25 gennaio 2010

sbaglio

Navigando qua e là sul web, spulciando i siti sugli errori e i disastri che la gente combina utilizzando photoshop, mi sono soffermato su questa immagine. Succede ogni tanto che nella foga della consegna entro le tempistiche concordate (assai care ai clienti) qualche grafico si dimentichi di mandare in stampa il lavoro giusto: magari il file originale non modificato e approvato dal cliente, oppure  ha nominato i file in modo simile, chi lo sa. Capita e i motivi possono essere davvero tanti. Personalmente non mi sento di sparare addosso all’agenzia (il cliente avrà già dato abbastanza in questo senso) o al grafico (povero, chissà che cazziatone si è beccato), anche se un sorriso in questa grigia e fredda mattinata invernale me lo ha strappato. Chiunque può cadere in questi errori, perchè oggi più che mai per sopravvivere e ingrandirsi bisogna lavorare tanto e molte volte la confusione e la fretta giocano brutti scherzi.

P.S. fortunatamente a noi non è ancora capitato, e a voi?

MR.

Fiducia…

giovedì, 21 gennaio 2010

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In attesa di scoprire quanto di vero c’è nelle parole di Tremonti e di Draghi riguardo alla ripresa economica, che dovrebbe partire proprio dal primo semestre di quest’anno, i nostri clienti continuano a seguire i nostri consigli e ad investire in comunicazione. Grazie al nostro lavoro svolto in questi anni Loud continua la collaborazione con il gruppo Carnelutti spa per il quale si occuperà di tutto il marketing/comunicazione. Nei periodi di incertezza puoi solo contare sulle persone di cui hai piena fiducia e siamo fieri che i nostri clienti continuino ad averla in noi.

MR.

Buon Natale.

giovedì, 24 dicembre 2009

Quest’anno, come ogni anno, abbiamo scelto - creato - un dono per i nostri clienti. Dopo  lenticchie, semi, e tonico abbiamo deciso di regalare qualcosa che, oltre a recare un messaggio, potesse invitare a godere dell’aspetto ludico e - perchè no? - un po’ infantile delle festività Natalizie. Un gioco dunque, che accompagnato da una buona compagnia e un bicchiere di vino stimoli sia la mente che lo spirito.

Pubblicato nella sua forma moderna nel Febbraio del 1959, il Memory, affonda le proprie radici storiche nel Giappone del XVI secolo. In questo periodo tra i dignitari di corte era molto in voga il Kai Awase, un diretto antenato del famoso gioco a tessere in cui bisognava accoppiare delle illustrazioni dipinte all’interno di conchiglie. È un gioco che, nella sua autenticità, può garantire un netto miglioramento nella qualità della vita quotidiana. Una pratica continua infatti permette di ricordare con più facilità la lista della spesa; di non dover arrampicarsi per le scale, appena usciti dal portone di casa, per chiudere un rubinetto che ovviamente si scopre già chiuso; oppure, e questo è un classico, di scendere in strada totalmente disorientati perché non si trova più la propria auto che, ve lo possiamo garantire, non è stata nè rubata nè rimossa.

Memory è un semplice modo per rendervi più facile la vita di ogni giorno e per sviluppare quell’ottima capacità percettiva che vi permetterà di individuare, in un colpo d’occhio, l’agenzia di pubblicità alla quale affidarvi.

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Con l’augurio di un felice Natale e di un nuovo anno straordinario.

Loud advertising Buon Natale.