“Piccolo” errore di disattenzione.

25 gennaio 2010

sbaglio

Navigando qua e là sul web, spulciando i siti sugli errori e i disastri che la gente combina utilizzando photoshop, mi sono soffermato su questa immagine. Succede ogni tanto che nella foga della consegna entro le tempistiche concordate (assai care ai clienti) qualche grafico si dimentichi di mandare in stampa il lavoro giusto: magari il file originale non modificato e approvato dal cliente, oppure  ha nominato i file in modo simile, chi lo sa. Capita e i motivi possono essere davvero tanti. Personalmente non mi sento di sparare addosso all’agenzia (il cliente avrà già dato abbastanza in questo senso) o al grafico (povero, chissà che cazziatone si è beccato), anche se un sorriso in questa grigia e fredda mattinata invernale me lo ha strappato. Chiunque può cadere in questi errori, perchè oggi più che mai per sopravvivere e ingrandirsi bisogna lavorare tanto e molte volte la confusione e la fretta giocano brutti scherzi.

P.S. fortunatamente a noi non è ancora capitato, e a voi?

MR.

Fiducia…

21 gennaio 2010

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In attesa di scoprire quanto di vero c’è nelle parole di Tremonti e di Draghi riguardo alla ripresa economica, che dovrebbe partire proprio dal primo semestre di quest’anno, i nostri clienti continuano a seguire i nostri consigli e ad investire in comunicazione. Grazie al nostro lavoro svolto in questi anni Loud continua la collaborazione con il gruppo Carnelutti spa per il quale si occuperà di tutto il marketing/comunicazione. Nei periodi di incertezza puoi solo contare sulle persone di cui hai piena fiducia e siamo fieri che i nostri clienti continuino ad averla in noi.

MR.

Buon Natale.

24 dicembre 2009

Quest’anno, come ogni anno, abbiamo scelto - creato - un dono per i nostri clienti. Dopo  lenticchie, semi, e tonico abbiamo deciso di regalare qualcosa che, oltre a recare un messaggio, potesse invitare a godere dell’aspetto ludico e - perchè no? - un po’ infantile delle festività Natalizie. Un gioco dunque, che accompagnato da una buona compagnia e un bicchiere di vino stimoli sia la mente che lo spirito.

Pubblicato nella sua forma moderna nel Febbraio del 1959, il Memory, affonda le proprie radici storiche nel Giappone del XVI secolo. In questo periodo tra i dignitari di corte era molto in voga il Kai Awase, un diretto antenato del famoso gioco a tessere in cui bisognava accoppiare delle illustrazioni dipinte all’interno di conchiglie. È un gioco che, nella sua autenticità, può garantire un netto miglioramento nella qualità della vita quotidiana. Una pratica continua infatti permette di ricordare con più facilità la lista della spesa; di non dover arrampicarsi per le scale, appena usciti dal portone di casa, per chiudere un rubinetto che ovviamente si scopre già chiuso; oppure, e questo è un classico, di scendere in strada totalmente disorientati perché non si trova più la propria auto che, ve lo possiamo garantire, non è stata nè rubata nè rimossa.

Memory è un semplice modo per rendervi più facile la vita di ogni giorno e per sviluppare quell’ottima capacità percettiva che vi permetterà di individuare, in un colpo d’occhio, l’agenzia di pubblicità alla quale affidarvi.

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Con l’augurio di un felice Natale e di un nuovo anno straordinario.

Loud advertising Buon Natale.

La provi a Milàn.

6 novembre 2009

Non ho studiato comunicazione e nemmeno economia e commercio, generalmente mi dedico alla sezione che in questo blog abbiamo chiamato “segni”. Oggi ho deciso di sforare in “comunicazione” non per la mia esperienza come comunicatore ma per quella maturata come consumatore.

Il freddo incalza e la stufa ha bisogno del suo sacco  di pellet quotidiano. Visti gli aumenti di prezzo e la qualità spesso scadente, per non parlare del recente scandalo dei residui radioattivi, credo, dopo una breve ricerca, di aver trovato il fornitore che fa per me… Entro nell’ufficio dell’azienda, mi accoglie una signora in cappotto con addosso gli occhiali da sole (praticamente a specchio) e di sole non ce n’era nè dentro nè fuori. Parlando con me stesso riflesso nell’occhiale chiedo, oltre alle varie rassicurazioni sulla qualità, se fosse applicabile uno sconto sulla quantità, ovviamente la risposta è negativa. Chiedo se lo consegnano a domicilio, in fondo sono 15 chili a sacco… “eh, sa, siamo molto impegnati…” ok, negativo. Chiedo se acquistando un pallet intero lo consegnano (sarà una tonnellata e oltre di combustibile) “…eh la guardi mio marì xe sempre via per consegnar le stufe, per l’assistenza, per…” ok, ok, negativo. Ne compro 4 per testarne la qualità. Chiedo la fattura, “ma no femo la fattura per 14 euro…” neanche provo a discutere.

Passano 2 settimane e visti i prezzi in giro decido di ritentare nello stesso posto con un’intenzione seria di acquisto. Ritrovo la stessa signora che si mette immediatamente in moto alla mia richiesta di 10 sacchi. Visti i precedenti chiedo se sia possibile pagare con il bancomat. Risposta: “mah no, za no ghe guadagnemo niente, almeno aver i contanti…”. Al mio cenno di uscire mi “concede” il pagamento con la carta, quindi da bravo cliente incontentabile chiedo “ma la fattura me la fa?”. Non ho aspettato di sentire la manfrina sul perchè non dovrebbe emettere fattura.

Questo, almeno a Trieste, è un caso tutt’altro che isolato.

Noi, la Loud, vendiamo immagine e comunicazione per le aziende, quello che promettiamo ai nostri clienti è di portare loro le persone, ma sta a loro il trasformare le persone in clienti e questi in clienti soddisfatti. Mi rendo conto che il discorso possa sembrare banale, ma la realtà è che troppo spesso ci si dimentica che un cliente soddisfatto ritorna sempre e spesso è il primo e più sincero testimonial del vostro business. Al contrario i clienti scontenti sono sempre in prima fila per sputtanarvi e in un periodo come questo non è cosa che ci si possa permettere.

Dopotutto nessuno di noi chiedendo un servizio vorrebbe sentirsi rispondere (almeno qui a Trieste) “la provi a Milàn…”

DT

Mi curate l’immagine?

10 ottobre 2009

A meno che non ti chiami Armando Testa (ammirazione e rispetto) è molto difficile che qualcuno entri in agenzia e ti chieda…”…’scolta… vi occupereste della nostra immagine?”. E’ capitato qualche mese fa e devo dire che è stato piacevole. Ora questa bella collaborazione, che vede uniti Loud e il giovane ed emergente gruppo musicale triestino Doppia Personalità, si sta concretizzando con progetti feschi freschi di mac. Bella sfida, in un mondo tutto nuovo. Artisti eclettici, che vuoi fare… .

Ops, me la sto suonando.

Grazie a tutti.

MR

Il vino, un bel mercato.

8 ottobre 2009

Continua la nostra esperienza nel mondo del vino: dopo Aquila del Torre e il gruppo Fantinel, abbiamo avuto la fiducia della famiglia Vedovato, con la quale abbiamo iniziato una sfida tutta nuova. Da buoni frequentatori di osmize non possiamo che essere contenti: unire l’utile al dilettevole non è male…. soprattutto con prodotti di alta qualità come quelli dei nostri clienti!

Che dire…. prosit!

MR

Un bel progetto… Sulla Costa.

9 agosto 2009

Siamo alle solite. Io vado in vacanza e tutto il mondo si muove per non farmi perdere il vizio di telefonare. Questa volta è toccata agli uffici delle Regione Puglia disturbare il sottoscritto (disturbo mooolto piacevole) grazie al bando che ci siamo aggiudicati per la creazione di piano di comunicazione volto a informare e sensibilizzare i cittadini pugliesi sul Nuovo Piano Regionale delle Coste da poco approvato in giunta dall’amministrazione Vendola. Una bella gara, un bel progetto, con tanto di giusto risalto mediatico, direi. Non sarò io di certo a parlare del progetto ma volentieri di clienti (c’è chi si occupa di concetti su questo blog che lo dovrebbe fare :), per non parlare di segni… ): ebbene si, parlo di clienti istituzionali che, come succede con la nostra cara Regione FVG con la quale lavoriamo con grande soddisfazione (reciproca spero), spesso risultano più esigenti e più professionali di quello che si possa dire. Mi riferisco, e ringrazio, in questo caso a Maria, Michele, Andrea, Fedele, tutti con un unico scopo, quello di fare veramente bene, affinchè il progetto porti a casa i frutti per il quale è nato ed è stato pagato. Un grande esempio di amministrazione che funziona, indipendentemente dalla parte politica… ops l’ho detto. Nessuno me ne voglia.

Grazie a tutti.

MR

- articoli estratti in ordine da: “Bari Sera”, “Corriere del Mezzogiorno”, “Nuovo Quotidiano”.

Stretchologhismo e Schiacciologhismo.

23 giugno 2009

Continuiamo il nostro viaggio nella grafica affrontando i casi Stretchologhismo e Schiacciologhismo.

Patologie meno complesse del Grandiloghismo, rappresentano due facce della stessa medaglia. A differenza del primo caso non sono causati da convinzioni e idee soggettive, bensì dalla noncuranza, disinteresse o incapacità nell’impaginare il marchio o l’immagine in questione. Si manifestano quando lo spazio destinato ad accogliere il logo non è proporzionale allo stesso. Di fronte al’impossibilità di riempire lo spazio a disposizione per intero, il malato deforma il logo fino a farlo calzare.

A differenza del Grandiloghismo, dove le convinzioni e il cattivo gusto sono duri da debellare e dal quale non sempre è possibile guarire, per Stretchologhismo e Schiacciologhismo sono sufficienti quattro gocce di Buonsenso e un pizzico di Attenzione per guarire completamente.

Alcuni esempi:

Stretchologhismo > il logo inserito è più piccolo dello spazio dato [1], raggiunta la massima estensione [2] viene stretchato fino a coprire l’intera area [3].

stretch

Schiacciologhismo > il logo inserito è più grande dello spazio a disposizione [1], rimpicciolito fino a raggiungere una delle due dimensioni (larghezza o altezza)[2] viene schiacciato fino a rientrare anche nell’altra [3].

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Nella prossima puntata affronteremo l’affascinante mondo del Pluriloghismo.

A presto.

DT

Oltre ogni limite.

19 giugno 2009

Mi capita spesso di viaggiare in autostrada e di imbattermi in cose che spesso hanno dell’imbarazzante. In questo caso non trovo strano soltanto il cartello in sè; penso che  l’ubicazione, l’ora, l’importanza dell’informazione, possano fondersi in una cornice unica che va a completare un capolavoro di italianità pura; ma procediamo a piccoli passi:

Ecco il Capolavoro.

11062009037

1. Il cartello in questione è posizionato alla fine di una rampa ascensore per disabili;

11062009036

2. E’ posizionato in una stazione di servizio molto importante sulla direttrice veneziana (A4 Trieste-Venezia);

Ora, qualcuno mi dovrà spiegare l’utilizzo di un tale strumento comunicativo che potrebbe, per alcuni poco fortunati, essere motivo di incazzatura oltre ogni umana comprensione. Partiamo dal presupposto che il disabile sia da solo, come diavolo fa?

… ok… non basta?

Se è straniero?… molto probabilmente si meterebbe ad imprecare, giustamente, fino all’arrivo di un miracolo dall’alto.

Muto (magari cominciando ad urlare dal basso della rampa, forse qualcuno uscirebbe a dargli la preziosissima chiave, ma se è muto…qualche problemino c’è)?

e via così…. accetto consigli in materia.

Il mio personale commento? Un pessimo esempio di comunicazione turistica di servizio. Prima delle campagne da milioni di euro, cerchiamo di migliorare i servizi.

Merçi.

MR

L’ultimo party (in ordine cronologico).

8 maggio 2009

ultima_cena

Siamo entrati in possesso di materiale fotografico inedito relativo all’ultima chiacchieratissima cena di Silvio Berlusconi. In uno dei più famosi locali del napoletano, situato nei pressi della circumvallazione di Casoria, il nostro premier ha cristianamente condiviso pane e vino con i festeggiati, gli ospiti e le maestranze tutte. Le polemiche comunque non sono mancate: molti ipotizzano, infatti, che la foto allegata sia stata in qualche modo manomessa e che una figura femminile, Noemi da Casoria, sia stata volutamente rimossa dalla composizione. L’unica presenza, femminile e neomaggiorenne, per i maligni avrebbe occupato, sulla falsariga del Codice da Vinci, la posizione alle spalle del premier che, vi ricordiamo, non è il capellone al centro della foto.

Ad ogni modo per fugare ogni dubbio, diamo la nostra completà diponibilità alla consegna degli originali fotografici in nostro possesso, perchè vengano sottoposti a tutte le procedure necessarie ad una definitiva autenticazione.